Terapia cellulare e rigenerazione retinica


Una nuova frontiera terapeutica? Informazioni tecniche La macula (lutea) è la parte più centrale della retina e quella più importante, in quanto più ricca di cellule fotorecettrici. Su questa zona si focalizzano le immagini e vengono trasformate in impulsi neuroelettrici. Tali Read more

Che rischio hai di contrarre una maculopatia?


In sintesi possiamo anche elencare i fattori di rischio (indicandoli con punteggi positivi (da +1 a +5) o quelli protettivi per la maculopatia (indicandoli con punteggi negativi da -1 a – 5). Provate a calcolarlo voi stessi: Read more

Come combattere le maculopatie


Le innovative tecniche di riabilitazione visiva consentono ai pazienti affetti da maculopatia di mantenere una dignitosa autonomia visiva. Quali sono i disturbi del paziente ipovedente maculopatico? «“Faccio fatica a leggere con i soliti occhiali”. “Da un po’ di tempo vedo le Read more

Il pranzo: un’occasione per curare la vista…

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Rosso, verde scuro, arancione e giallo. Per prevenire la degenerazione maculare senile (o DMS), o per tenerla sotto controllo, è indispensabile scegliere per i nostri menu natalizi frutta e verdure di questi quattro colori. Il consiglio arriva dall’ AMD Alliance, l’organizzazione mondiale che riunisce le associazioni che si occupano di DMS e di cui è membro la nostra onlus. Tutte le più recenti ricerche confermano infatti che una sana alimentazione ricca di vitamine A, C ed E, selenio, acidi grassi Omega 3, zinco, rame, carotenoidi e luteina crea per i nostro occhi una barriera protettiva molto efficace nella lotta contro la  degenerazione maculare senile.
Ecco il menu anti-DMS ideale per la nostra tavola natalizia: Come antipasto tante noci e frutta secca, che contengono acidi grassi Omega 3 e rame, poi uova – molto ricche di zeaxantina, un carotenoide efficace nella protezione della macula- e succo di mela.
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Ipovisione, è proprio vero che non c’è più nulla da fare?

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Non è vero! L’ipovisione è un settore relativamente nuovo dell’oculistica, che si occupa di ridare capacità visiva a persone che non riescono a trovare una soluzione ai loro problemi visivi.
Non c’è molta informazione su tale argomento. Lo specialista che segue abitualmente il paziente divenuto ipovedente non ha spesso una conoscenza approfondita del problema, teme di dover dedicare all’ipovedente troppo tempo, vive la condizione di ipovedenza del paziente con una sorta di fatalità irreversibile.
Pochi sanno che invece un paziente ipovedente può migliorare la sua capacità visiva nel 70% dei casi, che esistono dei programmi sofisticati e articolati che permettono di conseguire questi risultati.

Quando devo ricorrere alla riabilitazione visiva?

Se esistono delle difficoltà visive non eliminabili con le cure o con gli occhiali convenzionali è già arrivato il momento più opportuno per iniziare la riabilitazione visiva.
Aspettare significa solo convivere per più tempo con tali difficoltà. La mancanza di stimoli visivi , dopo alcuni anni, potrebbe essere sfavorevole per il nostro cervello, favorendo depressioni, frustrazioni e, in alcuni casi, processi atrofici a carico del sistema nervoso
Questo può essere naturalmente evitato!

La riabilitazione visiva

Si divide essenzialmente in due parti: la diagnosi e la riabilitazione vera e propria.
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Cos’è l’Ipovisione?

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“Faccio fatica a leggere con i soliti occhiali!”, “Non vedo più il volto delle persone!”, “Non riesco in nessun modo a leggere il giornale!”, “Vedo solo le cose alla mia destra!”, “Non mi accorgo delle macchine che arrivano!”, “Da un pò di tempo vedo le immagini storte!”, “Mi da molto fastidio la luce!”
E’ così che pressapoco esordisce un paziente ipovedente.
Ipovisione: pochi conoscono il significato di questa parola. Può esistere dalla nascita ma molto più spesso nella terza età, privando l’individuo della autonomia visiva necessaria a svolgere anche normali occupazioni quotidiane, come leggere, scrivere, cucinare, cucire, studiare, ecc.
Questa prima parte del vostro libretto vi spiegherà quello che chiunque deve sapere sull’ipovisione e sulle attuali tecniche riabilitative pensate per correggerla.
Noi saremo ben lieti di rispondere a tutte le vostre domande e vi daremo delle spiegazioni semplici, in modo che voi possiate vivere serenamente e con tranquillità d’animo i giorni a venire.

Cos’è l’ipovisione? Come si manifesta e cosa la provoca?

Per una buona visione occorre che l’occhio sia sano, che le fibre del nervo ottico conducano in maniera ottimale le immagini al cervello e che quest’ultimo sia in grado di comprenderle al meglio.
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Cosa succede dopo l’intervento di PRK e I-LASIK?

admin Chirurgia refrattiva Commenti disabilitati

Decorso post-operatorio

Fin dal giorno dell’intervento il paziente deve praticare le medicazioni con i colliri prescritti.

Durante le prime 24-48 ore dopo l’intervento di PRK può insorgere dolore oculare, diintensità variabile; normalmente la terapia prescritta riesce a controllare tale dolore mantenendolo a livelli accettabili. La lente corneale terapeutica può essere rimossa dall’occhio operato mediamente dopo 72 ore.

Il decorso post-operatorio nella I-LASIK è generalmente privo di dolore; il paziente talvolta avverte una sensazione di corpo estraneo e di bruciore. L’occhio non viene mai bendato, ma il paziente deve assolutamente astenersi da qualsiasi manipolazione delle palpebre per almeno un mese.
Il paziente verrà sottoposto a controlli oculistici con una scadenza prefissata dal medico; questi controlli sono assolutamente necessari per controllare l’andamento dell’intervento e sono obbligatori.
La negligenza nel seguire la terapia post-operatoria e le scadenze dei controlli specialistici può influenzare il risultato refrattivo finale ed essere causa di complicanze. E’ pertanto di importanza basilare seguire alla lettera le prescrizioni del chirurgo che mirano appunto a guidare i processi di guarigione per ottenere il risultato più soddisfacente.
È consentito leggere, scrivere e guardare la televisione.
Sono invece da evitare, per circa un mese, le attività sportive che prevedono contatto fisico, l’uso di motocicli, cosmesi, sauna e piscina. Per i primi 7-10 giorni si dovrà dormire con la coppetta protettiva che sarà eventualmente fornita al momento dell’intervento.
Si consiglia una volta esauriti i controlli post-operatori, di eseguire una visita annualmente, e di avvertire il proprio oculista (se diverso da quello che esegue l’intervento) di essere stati sottoposti a trattamento con laser ad eccimeri, poiché particolare attenzione dovrà essere posta nella rilevazione del tono oculare.

Recupero visivo

Il recupero visivo è progressivo; nelle prime settimane dopo l’intervento si può manifestare una ipermetropia transitoria di durata variabile (uno o due mesi) che in particolare comporta una certa difficoltà nella messa a fuoco per vicino e quindi nella lettura; inoltre la differente refrazione tra i due occhi, che si produce dopo l’intervento al primo occhio, può provocare disagi visivi con senso di sbandamento, evitabile operando gli occhi nel corso della medesima seduta.
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Cheratectomia con Laser ad eccimeri e femtosecondi

admin Chirurgia refrattiva Commenti disabilitati

Tecnica

Il laser ad eccimeri è uno strumento di modernissima concezione che permette di asportare microscopiche frazioni di tessuto corneale, in superficie (PRK) o nello strato intermedio (I-LASIK), mediante l’emissione di un raggio laser facente parte della gamma dei raggi ultravioletti.

Il tessuto viene asportato con una precisione straordinaria, impossibile alla mano umana, pari a frazioni di micron (millesimo di millimetro) per ogni colpo emesso, e con una riproducibilità non raggiungibile da nessun altro mezzo.
Questa caratteristica viene sfruttata in particolare per “rimodellare” la curvatura corneale centrale; così facendo è possibile eliminare o ridurre i difetti di refrazione quali la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo (ma questi ultimi due con minori possibilità di successo).

Il giorno del trattamento: è preferibile, anche se non indispensabile, presentarsi con un accompagnatore. Per le donne è importante essere ben struccate e non profumate (i vapori di alcool possono interferire con il raggio laser).

È inoltre importante riportare tutti gli esami preliminari eseguiti, la cartella clinica ed il presente promemoria.

Come si svolge l’intervento?

L’intervento di PRK si svolge nel seguente modo:
a) instillazione di alcune gocce di collirio anestetico
b) posizionamento del paziente su un lettino mobile al di sotto
dell’apparecchio laser
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